Condivido con voi le riflessioni che sono arrivate dopo il secondo giorno di esercizi domestici e 2.0. Grazie a coloro che vogliono condividere la loro preghiera.
Tolgo i nomi e i riferimenti alle persone che scrivono senza svilire il senso della loro comunicazione. Dopo tutto chi conosce comprende e chi non conosce comprende ugualmente.
Prima testimonianza
È più facile obbedire che essere liberi! Vero, ma è altrettanto vero che dal momento in cui si diventa responsabili di qualcuno, capisci che sei cresciuto e che questa libertà anche se faticosa e sofferta è il riconoscimento di quanto sei amato da Dio. “Assumere la propria responsabilità è la prima prova che Dio ci dà”. Già! Si fida di noi, con le nostre incoerenze e tradimenti… Non c’è amore più grande di questo! Quando ti senti amato,ti senti più forte, sai che non sei solo nell’affrontare gli ostacoli della vita.
R.
Seconda testimonianza
Dio è amore e misericordioso, è grande e non abbandona mai il suo popolo e farà così anche con noi ridandoci la libertà se crediamo in Lui.
Terza testimonianza
Così come la figura di Mosè permise al popolo ebraico di avere un mediatore (uno strumento, un interprete) nell’incontro con Dio, oggi ho potuto riflettere e consolidare maggiormente la necessità di avere attraverso il sacerdote (l’uomo del recinto, del sacer) uno strumento del Signore per aiutarmi a camminare, nella fede, verso il Signore. È altrettanto importante comprendere che solo nel deserto, nella fatica quotidiana fatta di scelte responsabili, posso assaporare la libertà che il Signore mi dà nel rispondere alla sua chiamata. È più bello e più gratificante crescere con resposabilità di fronte alla chiamata del Signore che ubbidire senza far fatica, senza metterci del vero valore aggiunto. Oggi posso dire che il Signore mi ha chiesto di rinnovare quell’alleanza per qualificare maggiormente il mio essere cristiano nel mondo, così come fece con il popolo ebraico. Ringrazio il Signore per questi preziosi spunti di riflessione che anche oggi ci ha trasmesso attraverso la meditazione di Luca Moscatelli.
M.
Quarta testimonianza
“Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto” – Esodo 24. Ci sono cose che si devono prima fare e poi si capiscono. Di fronte ad una chiamata, di qualsiasi tipo, mi pare che questo sia l’atteggiamento giusto, che poi è l’atteggiamento di Maria. Lei dice il suo sì, anche se, penso, non avrà capito granché del significato di ciò che il Signore le chiedeva; lo ha capito col tempo, facendo la madre di Gesù.
B.
Quinta testimonianza
Il Padre chiama ognuno di noi a testimoniare la sua Parola. Ma quante volte ci sentiamo migliori degli altri per questo…La nostra deve essere testimonianza gioiosa e gratuita di annuncio della Buona Novella a tutti coloro che incontriamo, avendo il coraggio di andare da tutti e donare questo messaggio di fede mettendoci la faccia.
M.
Sesta testimonianza
“Se rimante nella mia Parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv. 8, 31-32).
La riflessione di Luca Moscatelli mi ha ricordato quanto ascoltato due settimane fa.
Di fronte all’esperienza di Dio che ci ama e ci tiene in braccio (su ali d’aquila), la nostra libertà diviene volentieri scelta per lui. Ogni scelta libera e responsabile comporta aderire a qualcosa e lasciare altro.
Aiutami Signore a fare esperienza del tuo amore, a fare memoria della tua parola e dei tuoi gesti di amore in questa Pasqua, così che la mia libertà trovi in te la sua pienezza e la felicità piena che solo tu puoi donare.
M.
Settima testimonianza
Voglio fare semplicemente una preghiera per quelli che oggi non ce l’hanno fatta,che il Padre li avvolga. Buona notte
S.
Ottava testimonianza
In questi giorni siamo piegati sul dolore nostro o altrui, su quello di persone che ci sono care, su quello di tanta gente che non conosciamo, di migliaia di persone, anzi di popoli interi. Ed ecco arrivarci questa riflessione sulla Alleanza tra Dio e il suo popolo. Mi fermo con stupore a pensare alla novità di questa Alleanza: non un contratto collettivo fra le parti, ma un’ offerta di Amicizia che è già data da sempre e a cui l’unica possibile risposta vera è la nostra libertà di accoglierla. Meraviglioso questo Dio che ama l’umanità comunque, mi verrebbe da dire da prima che ci fosse, che salva in partenza e nella cui Alleanza l’identità di ciascuno non va perduta, un Dio a cui ciascuno di noi è caro, che guarda alle nostre sofferenze e ci “solleva su ali di aquila”. Come dice Luca nella sua riflessione, é un modo di amare che non si è mai visto prima. Un Dio così mi verrebbe voglia di abbracciarlo come abbracciavo mio padre, come si abbraccia un papà.
Mi fermo anche a riflettere sull’itinerario di fede: dal racconto di una testimonianza di salvezza (mediata da Mosè e ora da chi è sacerdote, i consacrati ma anche i battezzati inviati) alla gioia, alla consapevolezza che il Signore è grande, alla fede, al culto (un atto comunitario, un banchetto per rendere grazie).
Penso anche al significato della mediazione di cui Mosè è esempio: una mediazione che mette in relazione reciproca Dio e il suo popolo, facendo da tramite, facilitando senza frapporsi…
E qui si apre la grande riflessione sull’impegno a far memoria di questo Amore di Dio, sapendo che, se abbiamo ricevuto misericordia, come ci ricorda Luca, non è per sentirsi privilegiati, ma stranieri e pellegrini. È un cammino di vita.
P
Nona testimonianza
Meditazione molto ricca e piena di spunti. Ci ha ricordato che, come con il popolo d’Israele, anche con noi Dio è sempre fedele. La libertà di cui ci ha fatto dono richiede un’assunzione di responsabilità da parte nostra, essere parte viva all’interno della comunità. Bello l’invito a fare memoria dell’intervento di Dio nella nostra vita. Raccontare i suoi benefici perché questo racconto diventi consapevolezza e preghiera. La santità è dono di Dio. Siamo santi perché Lui è Santo. Pietre vive per proclamare le opere ammirevoli di Dio. Insieme ce la possiamo fare.
C. e P.