Come Sant’Antonio attuiamo la Parola di Dio

Domenica 14 gennaio la nostra comunità ha festeggiato il suo patrono Sant’Antonio abate, uno dei santi per mezzo dei quali Cristo continua a portare avanti la sua opera di salvezza.La solennità della celebrazione è stata accompagnata da particolari gesti quali l’arrivo all’altare in processione dei chierichetti con i celebranti e il ricorso, in particolari momenti della liturgia, all’incensazione dei ministri, dell’assemblea e degli oggetti religiosi significativi quali l’altare e i libri sacri. All’ufficiatura erano presenti i rappresentanti della comunità civile e quelli delle diverse associazioni operanti sul territorio con i relativi stendardi.

Don Gabriele ha presieduto la cerimonia coadiuvato da Don Claudio e dal diacono Mario. Durante l’omelia ci ha fatto capire una cosa importante: attraverso la Parola Gesù si rapporta e dialoga con ciascuno di noi. Questo lo si deduce dal brano evangelico letto (l’episodio delle nozze di Cana) in cui Egli si rivolge ai servitori senza chiamarli per nome. Quando questo avviene significa che si rivolge a ciascuno di noi. In questo caso i servitori ascoltano e, con obbedienza, eseguono ciò che Gesù chiede loro, anche se poteva risultare assurdo (riempire d’acqua le anfore atte ai riti di purificazione). Proprio l’ascolto, l’obbedienza, l’umiltà erano le doti di Sant’Antonio che parlando di un suo sogno raccontò di aver visto il mondo avvolto da una grande rete: la rete del maligno. L’unico modo per vincere il male e liberarsi da quella rete era farsi piccoli, umili, per poter passare attraverso le sue maglie.

Riflettendo penso che ognuno di noi è per il Creatore un tassello piccolo ma importante del suo disegno. Pertanto tutti dovremmo confidare in Lui con lo stesso atteggiamento che caratterizza i bambini che, quando si rivolgono ai genitori, lo fanno con fiducia, perché Egli si prende cura di noi, ci è sempre vicino e cammina con noi.

Don Gabriele, parlando di Sant’Antonio, ha detto che egli cambiò vita dopo aver ascoltato la lettura di un brano evangelico. Condusse parte della sua esistenza da anacoreta ritirandosi in solitudine e dedicandosi alla preghiera e a una vita di rinunce. Non esitò a uscire da questa vita da eremita per andare a rincuorare i cristiani di Alessandria durante le persecuzioni e per combattere contro gli ariani che negavano la divinità di Gesù.

Assumendo ad esempio questo nostro patrono dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro Creatore e a rapportarci con i nostri fratelli con umiltà e rispetto, accantonando sentimenti quali l’invidia, orgoglio, la prepotenza e l’avidità, evitando di giudicarli. Non è certo facile aprirsi al confronto, alla collaborazione, alla condivisione e all’aiuto: costa fatica. Tutto ciò potrebbe sembrare irrealizzabile, ma la storia dell’umanità è ricca di esempi di persone che hanno improntato la loro esistenza sul rispetto e sull’aiuto dell’altro. Non servono gesti eclatanti ed eroici per rendere sereni coloro che incontriamo sul nostro cammino. Talvolta una parola di conforto, un sorriso, la capacità di partecipare al dolore degli altri e la rimozione di vuoti formalismi possono ridare serenità e speranza a chi vive momenti di crisi, di debolezza, di delusione e di sconforto.

Se pensiamo a quanto si sta facendo in questi anni per i migranti, ci accorgiamo che siamo portati a vivere in empatia con coloro che versano in difficoltà e a comprendere i loro stati d’animo. Penso che nessuno dovrebbe essere indifferente alla sofferenza di un suo simile e che ognuno dovrebbe attivarsi per aiutarlo a mutare in meglio la sua situazione. Sull’esempio di molti volontari che, in silenzio, operano a favore degli svantaggiati e degli emarginati, impariamo dunque a diffondere l’amore di Dio con gesti concreti di fratellanza e solidarietà. Può essere impegnativo, ma il ritorno alla serenità di persone che hanno sofferto, appaga e rasserena. Valorizziamo pertanto le occasioni in cui possiamo fare del bene. Magari, attraverso il nostro esempio, riusciamo a coinvolgere altri fratelli creando così una comunità più coesa e solidale che attua gli insegnamenti del Signore.

Irma Simontacchi

Il momento dell’offertorio

L’assemblea durante la S. Messa

Don Claudio benedice gli automezzi

Don Claudio benedice gli automezzi

Don Claudio benedice gli automezzi