Pensieri da Parroco #7

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La riflessione che oggi il Vangelo ci provoca è molto interessante. Di fatto anche il tempo che viviamo è provocante: Gesù direbbe “Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?”.  Riusciamo a studiare i grafici , conosciamo i picchi, siamo esperti di curve dei contagi. Conosciamo che cosa significa Errezero.  Ma sappiamo interpretare il nostro tempo?

Riusciamo come cristiani e come uomini a leggere questo tempo?

Ci sono tanti uomini che in questo tempo stanno cercando di leggere quello che sta succedendo.

Franco  Garelli di Torino dice che non è cambiato di molto il giudizio delle persone circa il proprio rapporto con Dio in questo tempo di epidemia.

Né l’effetto paura, ne l’attrazione per la dimensione religiosa della vita hanno generato grandi cambiamenti.  

Certo è che l’80% dice che questo è un tempo per divenire più umani  e più solidali e per essere più fraterni. Poco meno della metà della popolazione dice che in questo evento drammatico cogliamo che Dio ci sta richiamando alle cose più importanti.

Anche un altro personaggio laico Pepe Mujica dice che il virus non farà cambiare il capitalismo (questa religione del consumo che adora il progresso indefinito che adora la crescita economica) perché il capitalismo siamo noi che lo abbiamo fomentato “il dio mercato è la religione fanatica del nostro tempo” è il dio mercato che emerge anche nelle parole di Giuda che confida nella capacità che tanti soldi potrebbero avere sull’uomo, sui poveri,  crede più nell’economia  che nella fraternità e della gratuità dello SPRECO.

Il Dio Cristiano, quello che invece vediamo nel Vangelo è il Dio dello spreco, poco utilitarista, nessuno di noi se fosse Dio attenderebbe 30 anni prima di manifestarsi, prima di essere efficace e produttivo, nessuno di noi sprecherebbe tutto questo tempo e tutte questa capacità, tanto che quando Dio non mostra la sua potenza, noi lo condanniamo a morte. Ma Dio sceglie questo spreco.

La mentalità contro lo spreco! Quella di GIUDA, è subdola, sembra la mentalità caritatevole e invece è la scelta di chi decide di mettere a morte il fratello che non è produttivo, che non serve. Che sceglie cioè chi serve e chi non serve.

Ecco allora che il vangelo è un invito a SPRECARE, per amore, a sprecare ciò che siamo e ciò che abbiamo. E in questo gesto dello sprecare, senza calcolo si trova la via dell’umanità.

Questa categoria dello SPRECO forse ci può aiutare a leggere il presente.

La società capitalistica non è capace di sprecare, vuole accumulare e non farebbe mai un investimento che sia perdente, che sia uno spreco. Bisogna sacrificare tutto sull’altare della crescita, dell’aumento del Pil, delle quote, dei dividendi, anche la propria vita. Quanti uomini e donne stanno sacrificando la propria vita sull’altare del lavoro e del capitale, come un celibe, come una vergine offre la sua vita a Dio, ma questa volta è il dio del mercato delle Borsa. Giuda teneva la borsa.  

Il nostro Dio è il Dio invece che ama chi sa sprecare, forse perché lui per primo si era sprecato e si stava sprecando completamente.

Ho sempre fatto fatica a sprecare le cose, me lo hanno insegnato da piccolo, e anche in mezzo ai poveri in missione, facevo fatica a sprecare; anche in questi giorni dove le cose si mettono seriamente anche dal punto di vista economico. Perché sprecare? È meglio conservare!

La nostra società è molto attenta all’economia e non si spreca nulla, si investe, si accumula per fare sempre grandi investimenti, (non siamo mai stati così ricchi nel mondo) eppure ci siamo impoveriti perché non si ha tempo da sprecare con gli amici, con la moglie o con il marito. Dobbiamo lavorare, produrre, non dobbiamo sprecare tempo. Non abbiamo tempo per giocare, “don vieni a giocare con me a calcetto”, non abbiamo tempo per vederci, “vienimi a trovare”, “facciamo due chiacchiere”. Come in Giuda si potrebbe insinuare anche in noi il pensiero, “ma perché sprecare del tempo a giocare, a visitare, a parlare, a curare, a consolare, ad ascoltare….?”

La nostra società ha smesso di sprecare letti per gli ammalati, investimenti per i disabili e per gli anziani, ha smesso di dedicarsi ai fragili e ai deboli, ha smesso di curare coloro che non sono curabili, la nostra società dice che alcune cose sono uno spreco,   perché non c’è un utile… ci sono poche risorse (?), perché sprecare ?

Ma Maria, la sorella di Lazzaro sprecò un profumo costosissimo, per il povero Gesù. (Dico povero Gesù perché in questo Gesù vedo ogni povero, ogni piccolo o piccola per cui noi oggi stiamo sprecando volentieri i nostri giorni. )

E Gesù rimase meravigliato di questo spreco ma non fermò il gesto di Maria.

Perché sprecare amore? Sprecare per un fratello non è economico! Non rende nulla!! Non ci trovi nessun guadagno!!! È un investimento a perdere! Ma forse è ciò che conta.

Per questo Gesù non fermò questo spreco.

Anche noi  oggi siamo in casa, “che spreco di tempo!” Dove va il nostro PIL? (fatevi spigare che cosa è il Pil) Ma siamo contenti di sprecare questo tempo perché amiamo i nostri fratelli Gesù, perché vediamo in ogni fratello che aiutiamo il Gesù a cui Maria profuma i piedi….

In questa Settimana Santa vi chiederò di sprecare del tempo per pregare.

Non è un gesto di amore?

E della tua vita? Che ne fai? Non potresti sprecarla tutta al servizio di Dio e dei fratelli? Che spreco. Eppure Gesù non frenerebbe e non frena  questo spreco.

Bene oggi sprecate del tempo per la vostra famiglia! Sprechiamoci per il bene del mondo.

Foto rappresenta il messale che stava davanti a Mons Romero, quando venne ucciso per aver sprecato la vita per il suo popolo e per il Signore.

Don Gianbattista