La famiglia aperta all’amore di Dio è sale della terra, luce del mondo

Questa frase di papa Francesco ha suggerito il gesto compiuto domenica in occasione della festa della famiglia: i ragazzi hanno portato all’altare un vasetto di sale dentro il quale è stata infilata una candela, proprio per ricordare che ogni famiglia può essere sale che dà sapore e luce che illumina la vita.

Don Claudio, che ha celebrato la Messa, ha voluto sottolineare che è festa della famiglia ogni domenica quando la comunità cristiana si ritrova a celebrare l’Eucaristia. Ogni domenica infatti è la festa di una famiglia più grande alla quale tutti apparteniamo: la Chiesa.
Numerosi sono stati gli spunti di riflessione sulla famiglia rilevati da don Claudio in un continuo parallelismo con gli episodi narrati dal Vangelo di Luca (2, 41-52). Il brano racconta di Gesù che per la festa di Pasqua va a Gerusalemme con la sua famiglia, poi, trascorsi i giorni della festa, mentre tutti riprendono la via del ritorno, Gesù resta a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgano. Maria e Giuseppe hanno perso il Signore.

La consegna delle candele al termine della Messa

Succede anche a noi di perdere il Signore nella nostra società senza scopo, senza Dio. Perde il Signore la famiglia che guarda solo a se stessa, che vive di individualismo isolandosi da una rete di relazioni che è vitale per lei. Perdiamo il Signore quando possiamo dire di fare a meno di Lui.
Quando Maria e Giuseppe si accorgono che Gesù non è con i parenti tornano indietro a cercarlo. Anche noi facciamo la stessa cosa quando, dopo esserci allontanati a causa del nostro individualismo, capiamo che la vita non è bella senza Gesù. Che cosa dobbiamo fare? Don Claudio ci ha suggerito di mettere Gesù al centro delle nostre giornate. Anche noi abbiamo bisogno di ritrovare il Signore, come Maria e Giuseppe. Occorre tornare a Gerusalemme dove Dio ha la sua dimora, che per noi significa ritornare in chiesa e vivere in comunità.

I ragazzi riprendono i loro vasetti di sale con la candela

Quando Maria e Giuseppe ritrovano Gesù nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, restano stupiti nel vederlo dialogare con loro. Alla domanda di Maria: “Figlio mio, perché ci hai fatto così?”, Gesù risponde: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del padre mio?”. Queste parole significano che dobbiamo fare posto a Dio nelle cose di ogni giorno, premessa per vivere relazioni autentiche tra genitori e figli, tra marito e moglie. Il segreto di Maria e Giuseppe è quello di lasciare il primato a Dio che in quel bambino si è reso presente nel cammino umano.
Riferendosi al segno rappresentato dalle candele “piantate” nel sale, don Claudio ha voluto sottolineare che la famiglia può costruire speranza, essere luogo privilegiato in cui Dio si rivela, può essere sale della terra e luce del mondo. L’augurio è che portando a casa questa candela tutti possiamo dire: “Abbiamo trovato il Signore!”.
Infine abbiamo pregato chiedendo alla Sacra Famiglia di riuscire a vivere mettendo al centro Gesù, di imparare a tenerlo al centro della nostra famiglia, delle nostre relazioni. Insieme dobbiamo vivere in un’unica famiglia: la Chiesa.

Barbara Talè

 

… Il più bel tesoro è la mia famiglia!

Lo scrigno realizzato dai bambini della scuola dell’infanzia

Così recita la poesia che i bambini della scuola dell’infanzia hanno dedicato ai loro genitori sabato

27 gennaio in occasione della festa della famiglia.

Nei giorni precedenti, i bimbi hanno avuto modo di “raccontare” la loro famiglia esprimendo ciò che a loro piace fare con essa, rappresentandola in bellissimi e significativi disegni esposti a scuola, realizzando un lavoretto: uno scrigno dentro il quale riporre la foto della famiglia.

Sabato pomeriggio la festa ha previsto un momento di gioco, canto, ballo, consegna del dono e merenda insieme a scuola, proprio nell’ambiente dove i bambini vengono accompagnati quotidianamente dai loro genitori.

La scuola infatti è il luogo dove tutta la famiglia viene accolta riconoscendo in essa il contesto educativo più significativo per i loro bambini e l’ambiente più sicuro dove poter crescere.
Dopo il pomeriggio insieme, un gruppo di famiglie ha partecipato alla Santa Messa: insieme abbiamo pregato il Signore affinché le nostre famiglie possano diventare un riflesso della Santa Famiglia di Nazaret e in esse regnino pace e amore.

La preghiera del Padre Nostro, recitata con un grande girotondo di bambini intorno all’altare, ci ha fatto sentire figli di una grande famiglia, fratelli di Gesù.

A fine celebrazione, a tutte le famiglie, la Comunità ha donato una candela per ricordare che ogni famiglia è chiamata ad essere “sale della terra, luce del mondo”, augurio espresso da Papa Francesco.
E poi… ancora festa in oratorio con una “pizzata” organizzata tra genitori per conoscersi e divertirsi con i loro bambini. A tutti i presenti è stato dato un omaggio floreale in ricordo del bel momento trascorso insieme.

 

Le insegnati