Pensieri da Parroco #2

Categorie: Avvisi,Pensieri da Parroco

C’è un proverbio latino di Publio Terenzio africano del 165 d.C. “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” che possiamo tradurre con “Sono un uomo e niente di ciò che capita a un uomo (o di ciò che è umano), mi è estraneo (o ritengo che mi sia estraneo)”. Ho fatto una traduzione un po’ articolata e poi capirete perché.
In questi giorni credo che tocchiamo con mano che è proprio vero, che siamo uomini, non Dio, siamo umani, mortali e fragili e non c’è nulla che possa capitare all’altro che non possa capitare a me. Che non ci sono fragilità che vedo nell’altro che non possano essere anche mie. Anzi, io direi che non sono anche mie. La traduzione di “puto”, dal latino (non sono un latinista, ho fatto solo il classico), è “ritengo” “penso” , ma quando si traduce la frase di Tertullino, tutti opportunamente tolgono questo “ritengo” e mettono il verbo essere: “mi è estraneo” .
Ecco allora che possiamo prendere questa frase (che fù il tema di una settimana di formazione ad Aparecida in Brasile, a cui ho partecipato il 19-23 gennaio 2015) come fortemente affermativa.
Sono un uomo e non c’è nulla dell’umano, non c’è umano che mi sia estraneo.
La situazione di pandemia dice, in maniera faticosa e drammatica, che siamo fratelli, la fraternità universale è questa.
Il termine pandemia dice che la malattia di un mio fratello è un male per me. Quando in una famiglia un figlio o un genitore sta male, tutta la famiglia sta male, non c’è nessuno che si toglie dalla famiglia e dice: “il problema è dell’altro” (o meglio dovrebbe essere così anche se alcune volte ho visto l’egoismo anche in una famiglia), ora questo lo stiamo dicendo in maniera universale, il problema è di tutto il mondo non solo dell’Italia, me lo dicono anche dall’altra parte del pianeta, dall’America. Dobbiamo dirlo anche noi e far vedere che siamo una famiglia, rispettando i fratelli, rispettando le regole di prevenzione, perché un altro, che io non conosco sta male e non rispettare queste regole, queste precauzioni, è non solo una mancanza di rispetto (come quando il genitore dice “non fare rumore che la vicina non sta bene!”), ma una violenza verso chi sta lottando negli ospedali, per limitare il danno e per curare gli ammalati. Se non facciamo prevenzione facciamo male all’umanità, non solo a noi stessi o ai nostri vicini o all’Italia ma anche a tutto il mondo. “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”.
La fede cristiana ci dice di pregare Dio dicendo Padre e sentendo ogni uomo nostro fratello. Giungerà questo virus in Africa e si aggiungerà alle tante epidemie con cui convivono, ma essi sono nostri fratelli. Oh se la vera pandemia fosse la fratellanza che ci unisce!

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