Pensieri da Parroco #1

Categorie: Avvisi,Pensieri da Parroco

So di non essere un buon comunicatore, ma alcuni della comunità, in questi tempi, vogliono sentire il loro parroco dire qualcosa: cedo alla pressione, anche se in questo tempo godo della visione e dell’ascolto del papa e del vescovo, da cui il mio ministero prendere vita, e come disse una volta Mons. Agnesi, vicario generale, “Io sono vicario del vescovo Mario: quando il vescovo non c’è guido io la diocesi, ma dal momento che il vescovo Mario è sempre presente, darò un significato diverso al mio essere vicario”. Ora noi parroci siamo la presenza della carità pastorale del vescovo e quindi, in questo tempo, dove lui è molto presente nel web e nella televisione, con parola per tutti, mi faccio da parte; inoltre anche il papa alla mattina alle 7.00 celebra per tutti e tutti possiamo essere con lui in santa Marta. Non trovo necessario fare altre proposte e pur celebrando messa per ora non lo farò in facebook, e spero anche più avanti.

Posso lasciarvi però pillole di buon vicinato.

  1. Rispettiamo le indicazioni del Ministero della salute, e mi raccomando leggete attentamente e rispettate i dieci comandamenti del Ministero. Lo facciamo per il bene nostro e di tutti, dei più deboli, non siate egoisti.
  2. Qualcuno dice: “Dobbiamo metterci nelle mani di Dio”, ma credo che sia meglio mettersi nella mani di Dio sempre, come abbiamo fatto all’inizio della vita, ascoltando e rispettando la sua Parola; non solo quando saremo alla soglia della terapia intensiva, quando ci verrà detto che non c’è posto e che non si può fare più nulla, ma “solo mettersi nelle mani di Dio!”. Rispettiamo le regole e mettiamoci nelle mani di Dio ogni giorno, dall’inizio della giornata, rispettando le indicazioni. Allora avrà significato anche un estremo “mettersi nella mani di DIO”.
  3. Dimostriamo di essere “prossimi”, salutandoci, quando si cammina per la strada, anche se si incontrano degli sconosciuti; dimostriamo che siamo “prossimi” e non solo vicini, e che, se non ci avviciniamo, è perché abbiamo rispetto per tutti. Il virus non si trasmette con la voce, ma certamente la voce trasmette familiarità, vicinanza. Mantenersi distanti non è “essere distanti”. Salutarsi con la voce, da una parte all’altra della strada o incrociandosi sul marciapiede non è pericoloso.

Don Gianbattista

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