La parola del Parroco – apr18

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UNA PRECISAZIONE PASTORALE PER I VICINI E PER I LONTANI

Ringrazio tutti coloro che, quando non comprendono o non condividono qualche cosa delle scelte pastorali della parrocchia, vengono a parlare. Questo mi permette di spiegare il perché di alcune scelte e di comprendere come sono recepite. Nella pastorale non c’è nulla di definitivo, ma tutto è in divenire: le tradizioni cambiano e, se sappiamo osservare secoli di storia, ci accorgiamo che anche le tradizioni più antiche una volta erano nuove e novità recenti diventeranno antiche o obsolete in pochi anni.

Nella mia esperienza mi sono sempre trovato di fronte a tradizioni che non sapevo che esistessero e ho imparato a valorizzarle; poi, passando ad un’altra parrocchia vicina o lontana, mi sono accorto che lo stesso valore era vissuto in tradizioni differenti. E come l’acqua si adatta ad ogni contenitore, di qualsiasi forma, anch’io mi adattavo alle diverse tradizioni.
Ma l’essere estraneo alla tradizione mi permetteva di vedere meglio difetti o debolezze di alcune scelte o di alcuni modi di fare.

Alcuni mi hanno espresso perplessità sul fatto che noi sacerdoti cambiamo sempre nelle Messe domenicali e feriali e visitiamo tutte le parrocchie. La gente mi dice “noi ci affezioniamo a un sacerdote, se poi questo cambia sempre e va nelle altre parrocchie, noi facciamo fatica!” Questa osservazione mi permette di chiarire alcune linee che verranno poi definite a fine anno prima di programmare il prossimo anno 2018-2019 (CPP di maggio o al massimo di giugno).
Questi reclami o annotazioni sulla presenza o non presenza del parroco o di un altro sacerdote in alcune celebrazioni a volte sono pertinenti (ho fatto sicuramente un errore di programmazione che ho riconosciuto), altre volte invece – pur sembrando pertinenti – sembra nascondano una non comprensione della funzione della Diaconia e della comunione nel ministero, del presbiterio come comunione, all’interno della Comunità Pastorale. La presenza di un altro sacerdote non è segno di disattenzione della parrocchia all’avvenimento, ma risponde al senso profondo della Diaconia che è l’assunzione di quattro preti, un diacono e due sorelle di quattro parrocchie insieme.

Tutti i sacerdoti a pieno titolo potrebbero presiedere le celebrazioni principali nelle diverse parrocchie, e non necessariamente il parroco. Certo, potendolo fare, pensiamo che questo debba avvenire, ma se non capitasse non bisognerebbe farne un problema di stato, o addirittura di fede.
Tendenzialmente la turnazione dei sacerdoti da me è pensata perché tutti i sacerdoti possano girare sulle quattro parrocchie, sapendo che don Claudio e don Gabriele turnano su Tornavento in settimana e don Gianbattista e don Giancarlo durante il fine settimana. E che don Gianbattista, don Claudio e don Gabriele turnano sulle altre tre parrocchie con una medesima proporzione (anche se don Claudio appare un po’ più presente in Ferno e un po’ meno in Sant’Ambrogio e don Giancarlo turna tendenzialmente su Sant’Ambrogio, Sant’Eugenio e a Ferno per la messa della domenica sera).

L’espressione “prete referente”, che alcuni utilizzano purtroppo (o per fortuna) non compare nei documenti di nomina, e comunque ha solo un significato nel momento in cui viene definito di che cosa uno sia referente. Cosa che abbiamo definito nel primo consiglio pastorale e successivamente precisato di volta in volta per quanto riguarda chi prepara i battesimi, chi celebra i funerali e segue la commissione liturgica, di Ferno, oppure la modalità di fare le benedizioni etc… cose tutte definite e scelte insieme nella diaconia. Ora se questo è valido per i gruppi e per gli oratori (dove don Gabriele è responsabile del Consiglio e dell’Oratorio di Lonate, don Gianbattista di quello di Sant’Antonino e don Claudio di quello Ferno), non è invece automatico per le messe perché tutti e quattro siamo sacerdoti a carico della parrocchie e ne è segno anche il fatto che le quattro parrocchie concorrono congiuntamente al sostentamento di ogni singolo sacerdote.
Dico questo sapendo che a fine anno valuteremo insieme questa suddivisione di incarichi; sono disponibile a fare dei cambi di aree di responsabilità, qualora fosse necessario o semplicemente per motivi di alternanza.
Sperando di aver chiarito e disponibile ad altri chiarimenti. Buona lettura di “Comunicare”.

Don Gianbattista