La parola del Parroco – Gen18

Categorie: Archivio 2018,Comunicare,Parola del Parroco

UNA BENEDIZIONE PER L’ANNO CHE SI APRE

Termina un anno e ne inizia uno nuovo. È difficile fare bilanci e programmi personali, molto più difficile è fare bilanci comunitari e pensare un futuro che si apre. Anche noi in questo momento ci troviamo incerti e disorientati.

Possiamo soltanto chiedere una benedizione per l’anno che si apre, il 2018.

Mi accorgo che c’è un grande bisogno nella nostra comunità di speranza e di vita. Nella benedizione delle case abbiamo potuto ancora una volta incontrare tante persone nella loro casa umile e semplice. Molti attendevano questa visita e l’avevano preparata non soltanto predisponendo un segno per la preghiera ma soprattutto raccogliendo dal cuore una parola per consegnare una confidenza, per condividere un dolore, per esprimere una amarezza. Noi sacerdoti, il diacono e la suora abbiamo ascoltato attenti e non abbiamo lasciato cadere invano la vostra parola. Abbiamo raccolto la preoccupazione dignitosa di chi, giovane, non trova lavoro o delle madri che ci raccontano che per lavorare i figli hanno dovuto andare all’estero. Oppure delle persone mature con più di 40/50 anni, che vedono svanire la possibilità di un lavoro per loro “troppo vecchi per trovare un lavoro e troppo giovani per poter pensare di non lavorare”. Abbiamo incontrato l’amore delicato di figli o figlie, di mariti o di mogli che custodiscono il loro familiare con delicatezza in una malattia che, pur essendo troppo pesante per le sole forze umane, viene postata con dignità e delicatezza. Abbiamo visto il pianto di chi soffre per un fallimento affettivo, di chi non comprende un dolore o una malattia invalidante o per una morte che non si aspettava. Abbiamo anche visto il sorriso e la gioia dei bambini o dei giovani… la fede degli anziani e dei poveri.

Alla sera e durante il giorno, la vostra vita è entrata nella nostra preghiera e continuerà a rimanere nelle Messe che celebreremo.

Chiediamo la benedizione sui piccoli appena nati e sulle famiglie che formano un nido, perché in questo nido possa esserci vita. Che i giovani possano avere il coraggio di osare la vita, con fiducia nel Dio della vita.

E la benedizione scenda sui ragazzi e sugli adolescenti, sui giovani di fronte a questo mondo che cambia con grande velocità. Che scenda sulle persone sole e già compromesse dalla malattia o dai lunghi anni.

Che scenda sulla nostra Chiesa, sulla nostra comunità pastorale sulla comunità diocesana che si prepara a vivere il sinodo minore “sulla chiesa delle genti”.

Questo anno che inizia mi vede come parroco in queste comunità. Comprendo che il compito e la responsabilità mi sembrano sproporzionati per le mie spalle, ma davanti a questo dramma della sproporzione comprendo che il vostro aiuto, il lavoro di tutti voi, il sostegno umano e spirituale mi aiuterà. Insieme si può. Camminiamo con fiducia.

Don Gianbattista

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